“Se Hp conoscesse quello che sa, la nostra profittabilità sarebbe triplicata.”
La frase risale agli anni ’90 ed è dell’allora CEO di HP Lew Platt.
Le organizzazioni vivono esperienze complesse derivanti dal pensiero e dall’attività di differenze persone. Queste esperienze lasciano spesso solo qualche traccia e qualche indizio dando l’impressione a chi non le abbia vissute di dover reinventare tutto, commettendo errori già commessi da altri.
Da qui l’aspirazione di Platt e di molti altri di mettere a sistema il vissuto dell’azienda, in modo che ne rappresenti la sua cultura, facilmente accessibile e replicabile.
Forse si può dire che l’avvento dell’IA generativa realizzerà il sogno di Platt. In effetti fino ad oggi il Knowledge Management non ha avuto modo né di affermarsi realmente né di fare la differenza all’interno delle aziende.
I limiti del Knowledge Management tradizionale
Nella vecchia logica infatti ogni contenuto doveva essere archiviato manualmente secondo un ordine più o meno strutturato.
Ciò significava che la gestione del sapere aziendale dipendeva dalla buona volontà degli utenti con tutti i rischi connessi. Da una parte potevano esserci delle dimenticanze e dall’altra delle duplicazioni.
Nonostante l’aiuto dei software, la correttezza dell’archiviazione e lo sforzo di portare a sistema conoscenze convergenti vanificava spesso il risultato atteso.
Se non disponiamo di sistemi automatici di organizzazione delle conoscenze, le stesse ai nostri occhi diventano meno affidabili e non abbiamo la sicurezza di disporne in modo esatto e completo, senza contare le difficoltà e i problemi nella ricerca delle informazioni, dovuti ai limiti degli strumenti di indagine.
Perché l’Intelligenza Artificiale può rilanciare il Knowledge Management
Perché l’Intelligenza Artificiale può oggi rappresentare la differenza e consentire un potente rilancio dei sistemi di Knowledge Management?
A mio parere possiamo considerare tre ordini di motivi.
- Automazione e organizzazione intelligente delle conoscenze
Innanzitutto la problematica dovuta alla necessità di configurare le informazioni all’interno di un sistema ordinato può tranquillamente essere demandata al software, il quale può avvalersi di molte più informazioni che probabilmente si sarebbero perse con i vecchi sistemi.
Si pensi alle note, alle mail, ai verbali, che spesso contengono informazioni preziose e che possono chiarire e contestualizzare i documenti più articolati all’interno dei progetti.
È possibile peraltro chiedere all’AI riassunti, comparazioni, contestualizzazioni o anche confronti con situazioni esterne alla nostra azienda, mutuando esperienze di terzi.
- Superamento della “passività” dei sistemi tradizionali
Queste operazioni risultavano impossibili nella vecchia logica.
Il difetto fondamentale stava infatti nella “passività” dei sistemi che, oltre a subire un sospetto di carenza di affidabilità, non erano in grado né di prospettare né di rappresentare.
Pur essendo utili, non potevano apparire “suggestivi” né favorire spunti creativi per applicazioni analoghe, ma mai identiche.
- Interazione uomo-macchina e valorizzazione delle esperienze
Infine, attraverso l’interazione con la macchina, diviene più facile chiarire, precisare, confrontare, individuare aree di rischio o di opportunità rispetto alle pregresse esperienze aziendali.
Le piattaforme di Knowledge Management oggi
Penso in conclusione che assisteremo a una maggiore diffusione di piattaforme quali monday.com, Confluence, Zendesk o altre che, pur con caratteristiche diverse, affrontano la problematica della sistematizzazione delle esperienze e del sapere aziendale.
La vera sfida: governare l’IA in azienda
I collaboratori, a fronte di una maggiore disponibilità di conoscenze strutturate, potranno trarre giovamento in termini di produttività e crescita professionale, ma dovranno imparare a governarle, mettendole al servizio delle proprie azioni e dei propri progetti.
Il governo dell’IA sarà forse per ogni lavoratore la vera sfida del prossimo futuro.
angelo.pasquarella@projectland.it
Aggiorna il personale con progetti di formazione finanziata
Projectland gestisce ogni anno decine di piani formativi finanziati e sostiene i Clienti in ogni fase del processo, dalla presentazione del piano fino alla sua rendicontazione.
Personalizziamo il rapporto di consulenza sulla base delle esigenze aziendali intervenendo come supporto o in outsourcing.
