L’intelligenza artificiale è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana e professionale. La utilizziamo nei motori di ricerca, nei software, nei nostri smartphone, spesso senza rendercene conto. Sempre più persone la adottano sul lavoro, principalmente per velocizzare attività e ridurre i tempi di gestione.
Anch’io, di recente, ho sperimentato direttamente quanto l’IA possa essere utile… e allo stesso tempo complessa da gestire.
Un esperimento pratico: IA e automazione in Excel
Per migliorare la gestione della mia agenda corsi, ho creato un file Excel multiutenza basato su tabelle, grafici, Power Query e macro VBA. Non realizzando macro da tempo, invece di consultare manuali, ho deciso di affidarmi a Copilot per un “aggiornamento rapido”.
La prima fase dell’esperimento è stata disastrosa:
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l’IA generava script lunghissimi e non funzionanti,
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inseriva comandi inesistenti,
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ripeteva gli stessi errori anche dopo diverse segnalazioni,
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proponeva soluzioni “definitive” che si bloccavano immediatamente.
Il limite principale? Senza una guida competente, l’IA inventa, confonde e complica.
Quando l’IA diventa davvero utile: la guida dell’utente esperto
Nella seconda fase ho cambiato approccio:
ho iniziato a guidare l’IA passo dopo passo, spiegando con precisione cosa doveva fare ogni macro e come strutturarla.
A quel punto Copilot ha iniziato a funzionare bene:
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generava codice più pulito,
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correggeva gli errori più velocemente,
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mi ha permesso di completare il progetto in metà del tempo.
La conclusione è chiara:
l’IA è efficace solo se l’utente possiede già solide competenze e sa controllare ogni passaggio.
È uno strumento potente, ma non può sostituire l’esperienza umana. Anzi: per usarla al meglio, bisogna conoscerla.
IA nel lavoro moderno: rivoluzione in corso
Non so prevedere con certezza come cambieranno il mondo del lavoro o le professioni nei prossimi dieci anni. Online si alternano scenari apocalittici alla Terminator e visioni idilliache dove non lavoreremo più. Come spesso accade, la verità sarà probabilmente nel mezzo.
Una cosa però è evidente:
l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando procedure, metodi di lavoro e apprendimento, ed è essenziale imparare a gestirla con consapevolezza.
Serve regolamentazione? Probabilmente sì
Oggi il settore dell’IA assomiglia a un “Far West” orientato al profitto. Una regolamentazione minima sarebbe utile, anche se difficile da attuare in un contesto dove tutto si muove così velocemente.
Il principio rimane quello di sempre:
fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio, soprattutto quando si tratta di IA.
Conclusione: l’IA funziona, ma solo se la guidiamo noi
Questo articolo l’ho scritto personalmente, chiedendo a Copilot solo una revisione finale. Il risultato è stato buono, ma lo stile è rimasto il mio.
È questo, probabilmente, il modo corretto di usare l’intelligenza artificiale nel lavoro moderno:
uno strumento potente, da usare con controllo, competenza e spirito critico.
Daniele Rosina
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