Smart Working: una “rivoluzione” necessaria per un Paese che ne ha bisogno. A patto che…

Smart working significa farsi carico del raggiungimento dei risultati Lavoro in smart ormai da qualche lustro. In azienda utilizziamo tale modalità in misura complementare rispetto al lavoro in presenza. Ogni collaboratore sceglie, coerentemente con i propri impegni professionali, in che modalità operare. Dal 24 febbraio, per la nota congiuntura che stiamo affrontando, adottiamo solo lo smart working, senza alcun calo di operatività e produttività, anzi. Dal mio punto di vista, il tema dello…


Imparare dai propri errori: più facile a dirsi che a farsi

«Alice ma tu ogni tanto impari dalle tue esperienze passate o cosa?» «Cosa» Tra i detti più comuni che impariamo sin da bambini c'è sicuramente "sbagliando si impara". Ma quante volte ci è toccato sbagliare prima di imparare davvero a non ricadere nello stesso errore? E da dove è scaturita la svolta che ci ha fatto uscire dall'empasse? I meccanismi dell'apprendimento non sono certo cosa semplice e lineare, ma proviamo a fare qualche considerazione insieme. Che l’esperienza sia fondamentale per…


“Work hard play hard” uno slogan motivante?

Simon Sinek, autore di importanti saggi sulla comunicazione e sulla leadership, ha recentemente lanciato sui suoi social una riflessione interessante. Davvero “work hard, play hard” è la chiave del successo? Da un punto di vista professionale e personale, uno stile di vita che non lascia tempo di fermarsi a respirare e guardare dentro di sé non porta benefici di lunga durata, anzi. “Work hard, play hard” è un detto diffuso da anni nella cultura statunitense e ha molte sfaccettature di…


Dal potere al sapere: una gerarchia funzionale e diffusa

Di recente abbiamo proposto la lettura di una breve favoletta orientale come invito di riflessione sulla tematica della libertà e della gerarchia (la trovate qui). A tal proposito, ragionavamo sul fatto che, con la crisi del tradizionale sistema gerarchico basato sul potere, si è sviluppata una gerarchia ufficiosa che fa riferimento al sapere, al know-how. È una sorta di paradosso in cui il capo si mette al servizio di chi è deputato a produrre il sapere. Ma andiamo con ordine e facciamo un…


Una formazione tra ragione e sentimento

«Io credo», gli disse un giorno Boccadoro, «che un petalo di fiore dica e contenga molto più di tutti i libri dell'intera biblioteca... Talvolta scrivo una lettera greca, e girando appena la penna vedo la lettera che guizza; è un pesce, mi ricorda in un attimo tutti i ruscelli e i fiumi del mondo... Ebbene, Narciso, tu non dai molta importanza a lettere di questo genere, vero? Ma io ti dico: con esse Dio scrisse il mondo». «Do loro molta importanza», disse Narciso con tristezza. «Sono lettere…


Tra gerarchia dispotica e libertà d’azione: la favola del serpente

La favola del serpente «Una favola racconta che una volta a un uomo addormentato strisciò in bocca un serpente, gli si insinuò nello stomaco e vi si stabilì. Quando l’uomo si risvegliò ben presto capì con orrore che la sua precedente – libera! – vita era finita. D’ora innanzi la sua esistenza sarebbe dipesa interamente dall’arbitrio del serpente, che si dimostrò un essere dispotico e malvagio. Adesso l’uomo – sotto la minaccia di impensabili sofferenze – doveva eseguire ogni suo ordine. L’uomo…


Crisi della formazione o crisi dei formatori?

Sentiamo spesso parlare di crisi della formazione aziendale e le aziende sembrano confermare questa voce. All’interno degli uffici si nota infatti una certa stanchezza quando si affrontano i temi di formazione, specie quando si tratta di fare investimenti. Si avverte una sorta di preoccupazione nei committenti, si legge loro in faccia il dubbio circa l’utilità dell’intervento, l’incertezza sul distrarre le risorse dall’attività produttiva. Oppure al contrario dalla formazione si aspettano…


Educare al dubbio e all’incertezza

Il mondo industriale ha sempre aspirato alla certezza. Adottare logiche lineari e stabilire processi definiti e approvati gli consentiva infatti di ottimizzare le risorse di capitale e di lavoro. Questo processo di razionalizzazione ambiva a diminuire rischi ed errori, garantendo che dalla ripetizione di attività determinate conseguisse un risultato sicuro. Una volta sintonizzata sul terminale produttivo, l’industria tende a produrre e quindi a ripetere. La ripetizione ha bisogno di certezza.…


Formazione formale e informale: una sinergia necessaria

Nel vecchio mondo industriale la formazione aveva un ruolo ben definito: si calava nella struttura organizzativa dopo che erano state definite mansioni e specializzazioni. Anche l'obiettivo era molto lineare: affinare capacità e competenze sulla base di quanto stabilito dall'organizzazione. Ma è ancora valido questo modello? Forse non poi così tanto, visto quanto è cambiata l'impresa. E quindi come dovrebbe cambiare la formazione? Quale aiuto dovrebbe concretamente fornire una formazione…


L’ apprendimento in età adulta: i sei assunti di Malcom Knowles

Sembra paradossale, ma un errore comune in cui cadono formatori aziendali e consulenti è di dimenticare che la persona che hanno davanti a sé in aula è un adulto e un professionista, oltre che un discente. Forti dei nostri titoli, delle nostre competenze e, perché no, delle nostre capacità oratorie, talvolta non facciamo caso che, per i motivi più disparati, i partecipanti del nostro corso partecipano a tutto fuorché all’intervento formativo. Come ogni bravo docente ben sa, il discente dovrebbe…