Dato per obsoleto da quasi un decennio, Visual Basic for Applications (VBA) è tornato al centro degli strumenti aziendali — grazie, paradossalmente, all’intelligenza artificiale.

I — Il paradosso di VBA

Per anni, VBA è stato trattato come un relitto. Nato negli anni Novanta per automatizzare le suite Microsoft Office, aveva resistito a lungo grazie alla forza d’inerzia delle organizzazioni, ma la sua reputazione era ormai quella di un codice arcano, fragile, difficile da mantenere. Le aree IT lo tolleravano; i nuovi sviluppatori lo evitavano. Nelle discussioni tecnologiche interne, portare in causa una macro Excel equivaleva a confessare un’eredità scomoda.

Eppure nei fogli di calcolo aziendali continuavano a vivere migliaia di automazioni in VBA — report mensili, validazioni di dati, procedure di riconciliazione contabile — scritte da impiegati che avevano imparato per necessità, e spesso dimenticate dai loro stessi autori. Il patrimonio era enorme; il problema era che nessuno sapeva come espanderlo, o semplicemente come leggerlo.

La barriera non era il linguaggio in sé: era l’assenza di qualcuno che potesse spiegartelo e scriverlo insieme a te.

II — La svolta

L’avvento dei modelli di linguaggio generativi ha rovesciato questa logica in modo radicale. Oggi un impiegato può descrivere in italiano corrente ciò che vuole ottenere — «estrai i totali per centro di costo dal foglio “Consuntivo” e inseriscili nella tabella riepilogativa» — e ricevere in risposta un blocco di codice VBA funzionante, commentato, pronto da incollare nell’editor di Visual Basic di Excel. Nessuna formazione, nessun manuale, nessuna dipendenza dal reparto IT.

Il salto è concettuale prima che tecnico. Il VBA non è diventato più moderno: è diventato accessibile. La competenza necessaria per produrre codice si è spostata dalla sintassi alla capacità di descrivere con precisione un problema. E questa è una competenza che la maggior parte dei knowledge worker possiede già.

Il VBA beneficia in modo particolare di questa dinamica per due ragioni strutturali:

  • Primo: è un linguaggio estremamente consolidato: esiste documentazione abbondante e i modelli AI sono stati addestrati su decenni di esempi reali. Le risposte generate tendono quindi a essere accurate e affidabili.

  • Secondo: VBA opera all’interno di ambienti che l’utente già conosce e controlla — Excel, Word, Access — senza richiedere l’installazione di software aggiuntivo, la configurazione di ambienti di sviluppo o l’intervento di team specializzati.

III — Le implicazioni

Le conseguenze pratiche di questa rinascita sono già visibili. Processi che richiedevano ore di lavoro manuale — consolidamenti, trasformazioni di dati, generazione di report personalizzati — vengono oggi automatizzati in pochi minuti da chi, fino a ieri, non aveva alcuna esperienza di programmazione. Il guadagno di produttività è reale e immediato, e non richiede investimenti in nuovi sistemi.

C’è però una responsabilità che accompagna questa nuova libertà. Il codice generato dall’AI va compreso prima di essere adottato: una macro che opera su dati sensibili o modifica strutture condivise può causare danni difficili da rilevare. L’AI fornisce uno strumento potente, non una garanzia. L’uso consapevole richiede di leggere il codice prodotto, testarlo su dati di prova e coinvolgere l’IT quando l’impatto supera il perimetro personale.

L’AI non ha reso VBA più semplice: ha reso superfluo doverlo padroneggiare da soli.

La lezione più ampia è che il valore di una tecnologia non è fisso nel tempo. VBA non è cambiato: è cambiato il contesto in cui viene usato. In un’era in cui la capacità di automatizzare processi è diventata una competenza trasversale attesa a tutti i livelli organizzativi, disporre di un alleato capace di tradurre l’intenzione in codice trasforma ogni impiegato in un potenziale autore di soluzioni. Non è la fine della programmazione professionale — è l’inizio di qualcosa di diverso: una nuova forma di autonomia digitale, alla portata di chiunque sappia descrivere un problema con chiarezza.

Lorenzo Volonterio