L’associazione “innovazione uguale tecnologia” è diventata quasi un riflesso condizionato nella nostra mente, oggi ancora più rafforzata dal clamore mediatico – un hype, nel linguaggio del Marketing – dell’Intelligenza Artificiale.

Tuttavia, ancora prima delle tecnologie, dei processi o dei prodotti, l’innovazione vera riguarda il pensiero dell’essere umano e la sua visione trasformativa della vita e del bene comune.

Gesù, il Maestro della gioia e dell’amore, Siddharta, il Buddha che ride, Gandhi, con il suo pacifico sorriso della rivoluzione non violenta, Nelson Mandela, Martin Luther King Jr., Anna Frank, Phoolan Devi, rappresentano solo alcuni esempi di personaggi la cui leadership ha rivoluzionato il modo di intendere ed interpretare gli eventi umani, lasciando segni distintivi nella Storia.

Leadership, benessere organizzativo e umorismo

Oggi, negli ambienti di lavoro e non solo, la vera sfida è riportare benessere, voglia di fare e un sentimento di vita antidepressivo.

Umorismo e Management è un paradigma di pensiero che, da almeno venti anni, è orientato a sviluppare una leadership benefica, vale a dire un’azione manageriale finalizzata a creare buona salute diffusa nelle organizzazioni ed azionata da propulsori ad energia “positiva”, “solare”, “umana”.

Come nasce l’idea di approfondire il rapporto tra umorismo e management?

I motivi che portano a ricercare le affinità elettive di questa “strana coppia” sono i seguenti:

1. Osservare le persone che vanno al lavoro

Osservando i volti e le espressioni delle persone che la mattina, in macchina, in autobus, in metropolitana, a piedi si recano al lavoro.

2. La sofferenza diffusa nelle organizzazioni

Ascoltando il campanello d’allarme che già da tempo sta suonando, quello della sofferenza diffusa all’interno delle organizzazioni dovuta ad una condizione psicologica negativa legata alla precarietà dei rapporti di lavoro, alla pressione sempre più forte sui risultati, alla drammaticità degli scenari e, ultimo ma non da meno, a stili di leadership tristi, pesanti o molto autoritari.

3. Una risorsa manageriale sottovalutata

Per molti manager, l’umorismo è una delle più sottovalutate e sottoutilizzate risorse gestionali con il conseguente risultato di produrre ambienti di lavoro noiosi, ripetitivi, senza ispirazione e in diversi casi molto stressati.

In sintesi, è più che mai urgente tornare ad occuparsi concretamente di benessere organizzativo, ma non come moda retorica del momento.

L’umorismo come risorsa manageriale polivalente

La chiave di lettura per interpretare correttamente il rapporto tra umorismo e management risiede proprio nel concetto di umorismo inteso come “risorsa manageriale multipla o polivalente” che include:

  • La capacità di raccontare battute, aneddoti e storie in modo pertinente ed efficace.
  • La capacità di allentare le tensioni, sdrammatizzare e alleggerire le situazioni.
  • La capacità di ampliare le vedute e facilitare la flessibilità cognitiva nelle persone.
  • La capacità di utilizzare questo “filo intermentale” per rimuovere residui di ansia e stress che inevitabilmente si accumulano lavorando ed interagendo con gli altri.
  • La capacità di uno stile di leadership di assorbire le negatività degli scenari e di tradurne la complessità in modo che le persone riescano ad abitarla in modo resiliente e proattivo.

Il manager come energizzante organizzativo

Possiamo dunque definire il o la manager dotato/a di umorismo un “energizzante organizzativo”, un personaggio che stimola costruttivamente le persone senza stressarle, che sa bilanciare efficacemente il momento dell’operatività con quello del gioco ed è consapevole del fatto che una sana risata rappresenta una momentanea vacanza per tutti.

Se è vero che l’umorismo costituisce un efficace antidoto ai veleni dell’apatia, del pessimismo e della rassegnazione, è altrettanto vero che l’abuso lo trasforma in un pericoloso “rumorismo di fondo” o in un cabaret fuori luogo.

Barzellette e battute che non fanno ridere o percepite come volgari, pettegolezzi irrispettosi, esprimersi con meme o citazioni stile social network trito e ritrito, proporre vignette banali, sortiscono esattamente l’effetto contrario a quello sperato, generando perplessità, distacco od ostilità.

Soprattutto, un o una manager non devono mai pensarsi come un o una influencer che vuole risultare simpatico/a, in modo fittizio, a tutti.

Le persone accettano e vivono produttivamente solo l’umorismo proveniente da responsabili che stimano per la loro fondamentale autenticità.

I responsabili che riescono a fare in modo che le persone si divertano lavorando, hanno già vinto.

Umorismo, creatività e innovazione

In questa prospettiva, l’umorismo agisce da “catalizzatore di creatività”, favorendo nelle persone la capacità di “giocare” con le idee ed i pensieri per sviluppare nuove connessioni ed associazioni mentali, affrontando i problemi e le criticità con uno spirito differente.

Insomma, se la “Board Room” si trasforma in “Bored Room”, allora è giunto il momento di fare una formazione manageriale su questo tema.

Ogni manager intelligente sa, o quanto meno dovrebbe sapere, che l’opposto di umorismo non è la serietà ma è lo stress.

Come sviluppare una leadership innovativa attraverso l’umorismo

Prima di tutto, coltivarlo in tutte le sue forme, anche solo per uso personale.

In secondo luogo, come responsabili, bisogna lavorare concretamente su sé stessi ponendosi alcune domande “scomode”:

  • Come vivono la mia presenza o la mia assenza (!) i miei collaboratori?
  • Nei momenti di comunicazione importante – riunioni, videochiamate, colloqui, meeting – cosa osservo riflesso sui volti dei componenti del mio gruppo di lavoro?
  • In che modo un giorno sarò ricordato/a dai miei collaboratori?
  • Da 1 (poco) a 10 (molto), quanto umorismo metto nel mio stile di leadership?

Le risposte, naturalmente sincere, indirizzano il o la manager verso una nuova consapevolezza del suo modo di esprimere la leadership nei contesti organizzativi.

E chi non crede nell’importanza o nella necessità di rinnovarsi con questo approccio?

Rischia che, alle sue spalle, le persone dicano:

“È portatore sano di umorismo, ce l’ha ma non gli fa niente!”.

Stefano Greco

*Psicologo, Consulente di Direzione aziendale, Formatore, Saggista, Autore del libro: “Umorismo & Management. Una leadership a colpi di sorriso. Come sviluppare un approccio innovativo nella gestione delle persone in azienda”, Franco Angeli, Milano, 2006