La concessione del credito dopo il lockdown

Il ruolo delle banche nel sostegno finanziario al sistema economico è essenziale e tale si è dimostrato durante la crisi in corso.  Il vero problema di cui trattare è quello relativo alla banca in quanto azienda ed impresa, inevitabilmente coinvolta in proprio per la sua economicità di gestione e, indirettamente, per quanto inevitabilmente accadrà in modo pervasivo su tutte le sue voci di bilancio. Senza pretesa di completezza, possiamo ipotizzare:

1. Criticità e problemi di gestione delle aziende bancarie

  • le aziende finanziate utilizzeranno necessariamente i fidi a disposizione e non saranno in grado di garantire la movimentazione ordinaria dei flussi
  • la ricerca di liquidità attraverso la vendita di strumenti finanziari in bilancio determinerà minusvalenze
  • fermo restando che immobili e partecipazioni hanno pesi ormai ridotti nel totale di bilancio, i loro valori di bilancio ed (eventualmente) di mercato si ridurranno generando impairment contabili o minusvalenze
  • dal lato del passivo, le naturali esigenze di gestione ordinaria della vita comune imporranno l’utilizzo di larghe quote dei depositi della clientela retail e delle imprese, probabilmente prima queste ultime e poi quelle dei “risparmiatori”, se risultassero assistiti inadeguatamente dalle misure di sostegno assunte
  • dal lato dei ricavi, l’operatività dei clienti si ridurrà profondamente e, qualora per taluni fosse possibile mantenerla, risulterà certamente agevolata da commissioni e tassi ridotti e incentivanti, offerti dalle banche stesse
  • dal lato dei costi, quelli del personale risulteranno assistiti dai sostegni previsti, mentre gli altri dovranno essere gestiti tramite soluzioni drastiche di contenimento
  • per quanto concerne i costi delle funzioni di supporto (risk management, auditing, controllo, antiriciclaggio e altre gestioni di middle office), dovranno essere ridotte a seguito di interventi in merito della Banca Centrale e, soprattutto, dei Regulators (ESMA e SSM), chiamati a ridurre l’insieme dei requisiti; in assenza di questa scelta, in tempi rapidi tutte le banche si troverebbero con parametri al di sotto dei coefficienti patrimoniali e, per effetto regolamentare, sottoposte alle procedure in vigore

2. Criticità e problemi di gestione delle aziende FINANZIATE

Con riferimento alle aziende finanziate, i sintomi che possono generare indicazioni negative per la stabilità della relazione con le banche finanziatrici sono (in un ordine logico e spesso sequenziale nella prassi):

  • riduzione dei flussi delle entrate e uscite dai conti correnti ed irrigidimento nell’utilizzo dei fidi
  • situazione di capitale circolante netto negativo, riduzione del fatturato e prospettive di deficit patrimoniale
  • principali indici economico-finanziari negativi o in forte ribasso, rispetto ai trend storici
  • bilanci prospettici che evidenziano flussi di cassa negativi
  • incapacità di ottenere finanziamenti per lo sviluppo di nuovi prodotti o per investimenti necessari
  • eventi catastrofici contro cui non è stata stipulata una polizza assicurativa oppure è stata stipulata una polizza con massimali insufficienti

Di fronte a questi fattori e senza sostegni immediati, molte imprese potrebbero decidere di interrompere l’attività, attivando le procedure di liquidazione volontaria, anche per evitare il subentro delle operazioni previste dalla nuova disciplina della crisi d’impresa.

Giuseppe G Santorsola
Professore Ordinario di Asset Management,
CorporateFinance e Corporate & Investment Banking.
Università Parthenope di Napoli