Negli ultimi anni 4 importanti imprenditori sono venuti a mancare rendendo necessario gestire la relativa successione ereditaria, notevole per dimensione, complessità e notorietà dei de cuius.
In stretto ordine alfabetico: Berlusconi (2023) , Caprotti (2016), Del Vecchio (2022), Doris (2021).
Non è questa la sede più corretta per un esame tecnico delle singole situazioni, quanto per un messaggio forte dedicato ai titolari delle infinite attività economiche dell’economia italiana, per quanto su dimensioni del patrimonio più ridotte, ma importanti per le rispettive famiglie e i soggetti destinatari delle volontà:

  1. organizzare in anticipo la loro migliore soluzione,
  2. monitorare nel tempo le proprie scelte al mutare – fino all’ultimo – del patrimonio interessato e della scelta degli eredi legittimi e testamentari,
  3. esaminare le proprie volontà anche nell’ottica degli eredi,
  4. provvedere tramite testamento, presente in tutti i 4 casi, e nelle diverse forme previste.

Le situazioni ricordate contemplano ogni possibile alternativa del quadro ereditario finale: famiglia tradizionale, più matrimoni ma condizione finale di assenza di vincoli, più matrimoni con situazione in essere, figli, sempre multipli, non sempre (un caso) oggetto di una transizione armonica.

Lavorare sulle soluzioni indicate nei testamenti è quindi un’occasione per ripercorrere quanto previsto dalla normativa e dalla sua possibile gestione,

Un’unica condizione è comune ai quattro casi e rafforza la propensione a testare e a farlo con adeguata attenzione: la quota disponibile è stata sempre del 25%, la minima prevista dalla normativa, certamente adeguatamente ampia per quantità in quei casi, ma contingentata in situazione di patrimoni più ridotti.

La quota disponibile è il fulcro del lavoro di pianificazione successoria, non tanto per lasciare anche ad eredi non legittimi e legittimari, quanto per rendere utilmente asimmetrica la soluzione dei legittimari con il testamento, al fine di indirizzare una corretta e desiderata soluzione, soprattutto per le proprie attività economiche.

Il quadro degli esempi proposti prevede anche la presenza di numerosi nipoti, spesso molti minorenni. Questi non sono legittimi eredi, ma pesano in caso di asimmetrie oltre i limiti previsti dalla legge, perché protetti fino alla maggiore età. Un vincolo non idoneo nel caso delle attività economiche. Un’altra ragione per una attenta valutazione delle esigenze da contemperare. L’esistenza in vita di tutti i figli nei 4 casi rimanda al futuro la gestione di questi casi, salvo l’eventuale rinuncia a quanto disposto (mai intervenuta).

Nella generalità dei casi non sempre i soggetti coinvolti sono adeguatamente a conoscenza delle molteplici situazioni connesse alla legislazione vigente ed alla prassi delle possibili alternative. Ricordiamo anche che le statistiche indicano, nella realtà italiana, un livello di contenzioso ex-post molto elevato, soprattutto in alcune regioni. E’ utile ricordare anche i casi di Lucio Dalla e Pino Daniele quale evidenza delle conseguenze indesiderate dell’assenza di disposizioni testamentarie.

Gli intermediari finanziari sono quasi sempre a conoscenza del quadro patrimoniale dei propri clienti, soprattutto qualora non si dedichino solo alla gestione di quanto a loro noto, Un buon consulente deve assistere i propri clienti in materia contemperando la delicatezza del tema e la prospettazione delle alternative, dei rischi insiti e delle soluzioni proponibili con l’ausilio degli specialisti dedicati.

I notai, ed eventualmente i giudici, applicano protocolli e leggi, i consulenti hanno invece la capacità di indirizzare le volontà prima della morte applicando le soluzioni offerte dalla finanza e dal diritto (familiare e societario). La conoscenza in materia, per i disponenti ed i loro eredi di qualsiasi natura, è spesso imprecisa. I casi citati sono invece la prova dell’utilità di una gestione accurata che combini le volontà e le facoltà concesse dalla legge, fino al punto da condizionare anche il comportamento successivo degli eredi, imperscrutabile peraltro nell’ottica del disponente.

Infine, esistono strumenti esogeni al momento della successione, ciascuno con pregi e difetti, che sono utilizzabili per costruire soluzioni comunque condizionanti:

  1. il fondo patrimoniale (destinato solo alle famiglie)
  2. il patto di famiglia (ovviamente limitato a questa condizione), unico patto “successorio” ammesso dalla legge
  3. la donazione (tradizionalmente apprezzata dai disponenti), incerta nella sua efficacia fino al momento della morte per i possibili impatti sul rispetto della legittima
  4. il trust (unico strumento utilizzabile senza vincoli di parentela, coniugio o affinità) consentito in Italia dal 1985 attraverso l’utilizzo di legislazioni straniere (anche e soprattutto non comunitarie).

A parte dagli aspetti successori, è la funzione invece delle polizze assicurative sulla vita – caso morte, che sono estranee all’asse ereditario (non fanno parte del patrimonio del cuius e sono pagate dall’assicuratore) ma consentono di indirizzare ricchezza (ma non suo patrimonio) secondo le volontà di un contraente assicurato,

Vi è quindi materia per un’auspicata adeguata conoscenza della tematica non tanto sotto il profilo giuridico quanto su quello tecnico-economico. Un complemento indispensabile nel bagaglio culturale degli operatori dell’intermediazione finanziaria.

 

Giuseppe G Santorsola
Professore Ordinario di Asset Management,
Corporate Finance e Corporate & Investment Banking
Università Parthenope di Napoli