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Nuove metodologie per lo sviluppo aziendale scarica gli interventi della II edizione

 

 

Il mondo dei servizi opera attraverso un continuo interscambio di relazioni e informazioni con clienti interni ed esterni all’impresa. Per questo, oltre che sul modello organizzativo, occorre puntare sulla crescita di ogni risorsa umana per creare valore. Strumento cardine per lo sviluppo è l’apprendimento. Trovare nuovi metodi per renderlo efficace è dunque strategico per le imprese.

 

Caro Ministro Fornero,
non vi è dubbio che la normativa sul lavoro vada cambiata. Tutti sappiamo che la società “prodotto- centrica” (basta produrre, tutto si vende), tipica degli anni 60 e in parte 70, è diventata “cliente-centrica” sulla base di un’offerta globale (si vende se si incontrano i gusti del mercato a qualità e prezzo competitivi). Se prima aveva senso la rigidità dei rapporti in una ragionevole prospettiva di stabilità, nella odierna mutevolezza che caratterizza i mercati e il consumo, occorre che le aziende siano in grado di reagire con flessibilità.

CONSULENTI D’IMPRESA. Angelo Pasquarella si occupa di reclutamento del personale, e tifa per l’accordo sui nuovi ammortizzatori sociali.

Cosa pensano i manager della riforma del lavoro messa a punto dal governo italiano? Con la nuova normativa i ragazzi avranno più possibilità di lavoro. Lo chiediamo ad Angelo Pasquarella, amministratore delegato di Projectland, società che si occupa di consulenza e formazione aziendale. L’azienda che guida lavora spesso con imprese che cercano giovani.

La valorizzazione dei lavoratori della conoscenza ribalta il concetto di precariato.

Tutte le imprese concentrano gran parte dei loro sforzi nel resistere alla continua minaccia di vedere il loro prodotto o servizio trasformarsi in una commodity e cioè confuso con mille altri, presenti nell’attuale offerta globale.
È QUESTO IL MOMENTO DI LAVORATORI DELLA CONOSCENZA. Per questo ogni azienda arricchisce continuamente le caratteristiche del prodotto, rende più efficiente la propria organizzazione, affina la comunicazione o cerca di ricavarsi particolari nicchie di mercato nelle quali sentire meno il fiato sul collo dei concorrenti.

Intermediazione 2.0: sogno o realtà?

Sono trascorsi quasi venticinque anni da quando nel 1987 veniva registrato nel nostro paese il primo dominio .it. Da allora la crescita di Internet in Italia, come nel resto del mondo occidentale, è stata costante anche se con tassi più contenuti rispetto a quelli registrati in altre nazioni rivelatesi più sensibili. Si tratta di un fenomeno divenuto via via rilevante e profondamente capace di influire sul sistema socio-economico nel suo complesso ed in maniera pervasiva.

La prima manovra del governo tecnico

Grande fermento sui media nazionali a proposito della manovra appena predisposta dal governo Monti. Più tasse o meno tasse? Attenzione alle imprese o ai lavoratori? Liberalizzazioni o statalismo? Equità o sperequazioni sociali? Rispetto della costituzione o azione anticostituzionale? Questi ed altri sono gli interrogativi su cui ci si arrovella in questa prima fase del governo tecnico, cercando di capire se si tratti di misure “Europe compliant” oppure no.

Non è infrequente imbattersi in studi e ricerche che classificano l’Italia tra i paesi meno attenti al tema della formazione in azienda e le difficoltà della crisi di certo non concorreranno a cambiare la situazione, almeno nel breve. D’altro canto il tema dell’apprendimento nelle aziende contemporanee ha assunto nel corso degli ultimi anni
una valenza strategica sempre più rilevante. Le persone sono sempre più protagoniste del successo di imprese sempre più orientate alla ricerca e alla costruzione di valore attraverso asset intangibili.