Pubblicazioni ed eventi

 La nuova edizione del nostro catalogo, strutturata sulla base dei criteri EQF, offre un'ampia gamma di contenuti e di metodologie funzionali alla crescita del capitale umano, nonché il dettaglio di tutte le nostre partnership.

Formazione Concreta, interventi tailor made e forte attenzione all'efficacia della formazione sono i principali driver di questa nuova edizione: buona lettura!!!
 

Aggiornare, in modo permanente, le figure che operano su attività standardizzate e favorire la crescita professionale dei profili legati all’innovazione tecnica, all’offerta di prodotto, alla distribuzione e alla customer Satisfaction. Questa la strategia formativa per le compagnie che vogliono cavalcare la trasformazione del settore

 

La formazione assicurativa è cambiata, ma c’è ancora molto da fare. Nuove evoluzioni sul fronte dell’offerta e della distribuzione imporranno ancora una volta alle imprese assicuratrici, tra le maggiori consumatrici di formazione, insieme alle banche, di riorganizzarsi.

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FONDI STRUTTURALI 2014-2020

di Sergio Carbone

Storicamente l'Italia si è distinta per la sostanziale incapacità di avvalersi efficacemente delle opportunità derivanti dai finanziamenti della programmazione dei Fondi Strutturali.

Un fiume di risorse che l'Unione Europea destina a favore degli Stati Membri per il perseguimento delle finalità più varie.

Ma da dove arrivano queste risorse?

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di Angelo Pasquarella

Siamo entrati nella società della conoscenza, ma ci stiamo portando dietro regole funzionali alla società industriale.

Per quanto riguarda il mondo del lavoro in particolare dobbiamo sbarazzarci di tre fardelli: il reintegro, la logica delle mansioni e gli automatismi salariali.

Questi tre istituti rispondono a criteri che, nella gran parte dei casi, appaiono oggi anacronistici.

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Di Angelo Pasquarella

I paradossi della gestione quotidiana del capitale umano.

Ci sono cose che si possono imparare ma che non si potranno mai spiegare e che rientrano nelle cosiddette competenze personali. Compito del capo è tenerne conto, indirizzando ma lasciando che ognuno esprima il proprio potenziale

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Quest’anno abbiamo destinato il nostro consueto convegno al problema del riconoscimento, della valutazione e della certificazione delle competenze.

Perché questa scelta?

Pianificare la crescita delle persone che lavorano in azienda, anche attraverso la formazione, presuppone una precisa conoscenza del livello di partenza delle competenze, in modo da costruire piani e programmi professionali di sviluppo veramente efficaci per l'impresa e per le singole persone. Ecco perché è strategico mettere a punto metodi e strumenti che ci aiutino in questa importante strategia.

Da questa convinzione nasce la collaborazione tra l'Università di Bergamo e Projectland.

 

Come?

L’università è il luogo istituzionale deputato alla ricerca. Ma perché la ricerca di base diventi applicata e spendibile è indispensabile l'incontro sistematico tra università e impresa, tra ricercatori accademici, manager aziendali e consulenti delle imprese. Esperienze e risultati di questa collaborazione saranno presentati nel convegno del 24 novembre prossimo che terremo presso la Sala Conferenze dell’Università degli Studi di Bergamo (Piazza Sant’Agostino, 2)

Sarà l’occasione anche per presentare un panorama generale di quanto si sta facendo sul tema delle competenze attraverso contributi di carattere istituzionale e privato:

  • il modello EQF nella Comunità Europea,
  • lo stato dell'arte sulla certificazione delle competenze formali, non formali e informali in Italia e segnatamente in Regione Lombardia,
  • la mappatura dei profili professionali da parte del Fondo Banche Assicurazioni,
  • il metodo di valutazione delle competenze in ambito assicurativo e bancario di Projectland,
  • le best practice nelle imprese.

in allegato il programma di dettaglio della giornata.

E' possibile iscriversi cliccando sul seguente link

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Programma Convegno 24 Novembre Projectland - Università di Bergamo.pdf

di Angelo Pasquarella

La consuetudine è tranquillizzante. Perchè è faticoso continuare ad affrontare nuove sfide e mettere tutto in discussione per incrementare l'efficienza

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di Angelo Pasquarella

I knowledge worker dovrebbero trovare un'alternativa quando perdono la passione e cominciano a provare fatica per ciò che fanno. Con vantaggi sia per loro che per le aziende in cui operano.

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Intervista di Paolo Duranti ad Angelo Pasquarella

pubblicata su mlmagazine.it

Professor Pasquarella, ci illustra il concetto? “Esiste in molti di noi una sorta di paradigma attraverso il quale si ritiene che più tempo ci si mette e più un problema è difficile oppure meglio viene svolto. Questa convinzione è derivata dal fatto che siamo abituati a trattare con lo svolgimento di compiti pre-definiti e abbastanza semplici (ai miei tempi si diceva “occorre far andare le mani”), per i quali la regola è assolutamente valida: più tempo impiego e più compito svolgo.

Intervista di Paolo Duranti ad Angelo Pasquarella

pubblicata su mlmagazine.it

Lei sostiene che il manager oggi è costretto a gestire situazioni paradossali e che le aziende dovrebbero ingegnarsi ad adattarsi a una gestione d’impresa che in molti casi appare contraddittoria e lontana e sempre più lontana dalla passata cultura manageriale. Le aziende stanno già cambiando. Pensi ad esempio come molte di loro stiano ripensando alla modalità con cui si svolgono le attività lavorative.

 

 

 

 

ASFOR Associazione Italiana per la Formazione Manageriale indice la VI edizione del Bando e-Talenti dell’e-Learning per la selezione delle migliori tesi universitarie che affrontano le tematiche dell’e–Learning e dell’e-Innovation, allo scopo di favorire lo sviluppo delle conoscenze e della cultura in tale campo.

Con questo concorso - a partecipazione gratuita - ASFOR intende dare una forte visibilità ai giovani talenti che, attraverso i loro elaborati, svolgono un’interessante e importante attività di studio e ricerca sui temi più innovativi dell’e-Learning.

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per saperne di più... ASFOR.IT

scarica il bando

 

 

Radio Lombardia Jobs Act, farà bene all'economia? 

 

PRESENTAZIONE PUNTO HR 2014 I VIDEO DEGLI INTERVENTI

 

di Maurizio Carucci, pubblicato su Avvenire.it

Come può cambiare la cultura del posto fisso verso quella delle competenze? Per la verità qualcosa è già cambiato nel concetto di 'posto fisso'. Oggi le aziende (e non solo le multinazionali come Ibm, Unilever, Bmw) stanno adottando forme, più o meno diffuse, di smartwork. In buona sostanza cominciano a far lavorare da casa i propri dipendenti che hanno la possibilità di farlo per la natura del lavoro che svolgono.

di Sergio Carbone

L’avvio di un sistema di certificazione delle competenze europeo può aiutare ad ampliare i confini del mercato del lavoro, dando la possibilità di accedere a più ampie opportunità di impiego

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di Angelo Pasquarella

"I manager migliori sono coloro che lavorano per rendersi inutili". Sembra un paradosso, ma è così soprattutto quando è indispensabile innovare.

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di Angelo Pasquarella

Invece di concentrarsi sul risultato pratico e domandarsi perchè vi sono arretrati cronici, si guarda al lavoro da svolgere, creando spesso ulteriori controlli e quindi altra burocrazia

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di Angelo Pasquarella

Se sviluppi le competenze del tuo collaboratore rischi di perderlo, se non lo sviluppi,il collaboratore non ti serve aniente. Il paradosseo dello sviluppo delle competenze.

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Angelo Pasquarella

Risultati complessi presuppongono spesso l’integrazione di competenze diverse e i risultati di eccellenza che perseguiamo non possono essere raggiunti se non in un team, nel quale ciascun componente manifesta caratteristiche di eccellenza.

di Angelo Pasquarella

Nelle aziende siamo portati a pensare che il comando e i risultati siano in correlazione tra loro e cioè, nei limiti in si cui ottengono risultati, si ottiene anche potere. Questa correlazione però non è così automatica. Nelle strutture ad alta intensità di conoscenza, spesso coloro che tendono a conseguire risultati, con ciò stesso, abdicano al loro potere e quanto più ottengono risultati, tanto più mettono in discussione la propria posizione.

 

di Angelo Pasquarella

Se usiamo la logica industriale, basata su tempo, luogo e processo, applicandola a lavori non governati dalla rigidità dei ritmi e dalla rigidità del modello organizzativo, possiamo cadere nella trappola burocratica che consiste nel proliferare di lavori e compiti al di là della loro effettiva utilità. Si dice, ed è vero, che le prassi burocratiche tendono a moltiplicarsi e ad occupare tutto il tempo disponibile prescindendo dal concreto risultato aziendale che con il lavoro si persegue. Ma come si moltiplica il lavoro burocratico?