Cosa sono i Fondi Interprofessionali?

I Fondi Paritetici Interprofessionali nazionali per la formazione continua sono organismi di natura associativa, promossi dalle organizzazioni di rappresentanza dei datori di lavoro e dei sindacati attraverso specifici accordi Interconfederali.

Tali Fondi finanziano piani formativi individuali, aziendali, settoriali e territoriali che le imprese possono realizzare per i propri dipendenti e per i dirigenti in varie forme.

Il meccanismo di tale formazione finanziata si fonda sulla destinazione volontaria da parte delle imprese di una quota di contributi all’INPS (cd. 0,30%) che viene destinata alla formazione presso un Fondo indicato dall’impresa stessa.

Come si aderisce a un Fondo Interprofessionale?

L’adesione è gratuita e si effettua attraverso la denuncia contributiva all’INPS che tutte le imprese sono tenute ad effettuare mensilmente (flusso Uniemens).

Ogni impresa può aderire al Fondo Paritetico Interprofessionale che preferisce e l’adesione può riguardare un solo fondo per i dipendenti ed un solo fondo per i dirigenti. Esistono fondi, tuttavia, che finanziano contestualmente la formazione dei dipendenti e quella dei dirigenti.

Come sono assegnate le risorse?

L’assegnazione delle risorse avviene, in genere, attraverso due principali modalità: una che possiamo definire “competitiva” e l’altra “automatica”. La prima è quella che prevede la pubblicazione di bandi (definiti anche avvisi o inviti) e che prevede che il riconoscimento del finanziamento avvenga sulla base di un iter di valutazione che può fondarsi su parametri di varia natura e richiedere processi valutativi specifici.

La modalità che abbiamo definito “automatica”, invece, è quella del cosiddetto conto formazione, ossia un conto virtuale sul quale confluisce quota parte dello 0,30% che l’impresa versa all’INPS e che può essere gestito in un arco di tempo stabilito per finanziare la formazione.

Cosa fa Projectland in materia di Fondi Interprofessionali?

Projectland è una società certificata in base alla norma UNI EN ISO 9001:2015 per i settori EA 35 (consulenza) ed EA 37 (istruzione e formazione). I nostri consulenti hanno maturato un’esperienza significativa nella consulenza per l’accesso e la gestione di risorse messe a disposizione dai Fondi Interprofessionali.

Abbiamo gestito centinaia di piani formativi per aziende appartenenti a vari settori, utilizzando modelli organizzativi che consentono di esternalizzare, in tutto o in parte, e in modo personalizzato le attività tipicamente connesse con i finanziamenti.

Quali attività mettiamo a disposizione?

  • Scouting delle opportunità di finanziamento
  • Analisi delle esigenze formative
  • Progettazione tecnica del piano formativo
  • Progettazione didattica
  • Coordinamento e tutoraggio organizzativo
  • Segreteria didattica e organizzativa
  • Docenza
  • Monitoraggio fisico e finanziario
  • Rendicontazione

In linea con le più attuali tendenze e con la rischiosità connessa con la gestione dei finanziamenti, i nostri modelli di intervento si fondano su tecniche di risk management volte ad anticipare e prevenire situazioni critiche che possano portare alla decurtazione di risorse in fase di rendicontazione.

Cosa offre Projectland alle aziende che ancora non aderiscono ad un Fondo o che intendono cambiarlo?

  • Analisi preliminare circa il fabbisogno annuale di risorse
  • Analisi preliminare sulle linee di finanziamento e le modalità di assegnazione più in linea con le esigenze aziendali
  • Analisi comparativa su una short list di Fondi potenzialmente interessanti
  • Supporto per l’adesione e per l’eventuale “portabilità” di risorse

In base alla Circolare INPS n. 107 del primo ottobre 2009, ogni Impresa ha la possibilità di trasferire ad un nuovo Fondo il 70% del totale delle somme confluite nel triennio antecedente al Fondo in precedenza scelto, al netto dell’ammontare eventualmente già utilizzato per il finanziamento dei propri piani formativi.
Detta possibilità trova, tuttavia, le seguenti limitazioni di legge:
– il trasferimento delle risorse non può riguardare le aziende che, in ciascuno dei tre anni precedenti, rispondono alla definizione comunitaria di micro e piccole imprese di cui alla raccomandazione dell’Unione Europea n. 2003/361/CE4;
– l’importo da trasferire deve essere almeno pari a 3.000 €; le quote oggetto di trasferimento non possono essere riferite a periodi antecedenti al 1° gennaio 2009.