Formazione continua: istruzioni per l’uso

Chiunque smetta di imparare è vecchio

HFord

Cos’è la formazione continua e come funziona?

Ci piace definire la “formazione continua” come quelle attività di formazione posteriore alla scuola dell’obbligo che hanno come obiettivo il mantenimento delle condizioni di occupabilità dei lavoratoriLa formazione continua è regolata dalla normativa all’art. 9 della L. 236/93 e all’art. 6 della L. 53/00, poi ribadita nei decreti 202/2010 e 78/2011. Queste norme incentivano la formazione continua e regolano la ripartizione e la distribuzione dei finanziamenti a favore delle persone, siano esse disoccupate o occupate.

In ambito aziendale ci si rivolge necessariamente a persone già occupate e si fa quindi riferimento a percorsi di aggiornamento, specializzazione o riqualificazione. Le aziende, a supporto finanziario delle attività formative, possono scegliere di aderire ad uno dei Fondi paritetici interprofessionali. Questi ultimi sono infatti organismi di natura associativa nati per promuovere lo sviluppo e la competitività delle aziende italiane, attraverso la formazione. I fondi interprofessionali non erogano formazione, ma ne finanziano le attività, dalla consulenza, all’ideazione, progettazione e realizzazione dei programmi stessi.

Perché crediamo nella formazione continua

All’accelerato sviluppo tecnologico, metodologico e strumentale della società deve corrispondere una ancor più rapida impennata delle competenze e delle conoscenze del lavoratore. In tale contesto è necessario che ciascuno di noi nel corso della sua vita professionale acquisisca una pluralità di competenze che siano costantemente aggiornate, ampliate in funzione di nuovi contesti. I piani di formazione intervengono a tal proposito. Sia per aiutare il lavoratore ad essere in qualche modo più avanti in funzione di nuove richieste del mercato, sia per assecondare l’innovazione tecnologica, metodologica e di prodotto dell’impresa.

Tra strategia e valore

Attenzione però che lo scopo della formazione non è solo di sopperire a una mancanza di competenze, ma anche di sviluppare la risorsa in funzione delle sfide di domani. Il mondo si evolve e in funzione dell’occupabilità abbiamo bisogno di risorse in grado di conoscere più cose. Ma non solo: abbiamo bisogno di risorse con maggiore autonomia, maggiore capacità decisionale, maggiore iniziativa. Richiamando Senge, potremmo riassumere tali caratteriste in “padronanza personale”.

Attraverso un continuo adeguamento professionale e anticipando quanto possibile caratteristiche di cui si avrà bisogno domani, possiamo contribuire a generare un valore che può andare al di là dei confini dell’ambiente di lavoro. La formazione contribuisce infatti a creare valore umano e professionale.

Troppo spesso applichiamo il concetto di formazione solo all’apprendimento di nuove direttive, nuovi processi e nuove tecnologie. Competenze capitali, non fraintendiamoci, ma se davvero vogliamo fondare l’impresa sulle persone, allora dovremmo realmente pensare di contribuire al loro sviluppo allo stesso modo in cui noi prevediamo lo sviluppo dell’azienda e le future necessità di nuove competenze e saperi.

 

Laura Garozzo e Angelo Pasquarella – Projectland