Formazione Concreta: cos’è e perché serve

Oggi più che mai, la formazione aziendale deve essere incentrata sul perseguimento dei risultati aziendali

 Il principio base della Formazione Concreta sta nel ribaltare il rapporto tra teoria e prassi perché, come già sostenevano Revans e Dewey, per apprendere è essenziale entrare in azione. Ma agire senza porsi un obiettivo utile serve a poco. La Formazione Concreta fa dunque coincidere il risultato formativo con un reale obiettivo aziendale, precedentemente contestualizzato, definito e quantificato. È utile quindi un modello di apprendimento che sia pienamente calato all’interno delle problematiche aziendali.

Come funziona la Formazione Concreta?

Il processo si articola così in periodi di lavoro autonomo o di gruppo alternati da incontri di razionalizzazione dell’esperienza e di fissazione di obiettivi intermedi, verso il conseguimento del risultato prestabilito. Man mano che le attività avanzano, i formatori e i facilitatori guidano alla riflessione i partecipanti, affinché prendano coscienza dei metodi utilizzati, delle difficoltà insorte e delle soluzioni adottate. In conclusione, il risultato aziendale  rappresenta la cifra dell’apprendimento conseguito dai partecipanti di un intervento di Formazione Foncreta.

 

Quando può essere utile la Formazione Concreta?

La Formazione Concreta risponde bene in situazioni come i cambiamenti organizzativi, le riconversioni del personale, le riorganizzazioni. Inoltre, data la sua flessibilità è altrettanto utile per l’implementazione di nuovi servizi e nuovi prodotti. Un caso tipico può anche essere portare a termine un progetto. Molto spesso capita che le persone cui è stato affidato un determinato progetto non siano specializzate nel lavoro per progetti. In questo caso si potrebbe intervenire con un’istruzione teorica, nella speranza che poi i partecipanti riescano a declinare in autonomia quanto appreso nella pratica. Non è così facile come sembra, vero? La proposta in termini di Formazione Concreta è di rovesciare il percorso di apprendimento. La messa in opera del progetto sarà realizzata dai partecipanti e, man mano che le attività avanzano, i formatori/facilitatori forniranno al gruppo le parti teoriche e metodologiche del lavoro per progetti.

Come è naturale, la Formazione Concreta non risponde a tutte le necessità. Facendo un esempio, per l’apprendimento di una nuova normativa il tradizionale approccio docente/discente sarà il più efficace, specie se contestualizzato e arricchito da un gran numero di esempi.

 

Perché la Formazione Concreta può essere più efficace?

Questa metodologia può aiutarci a superare le tre barriere tipiche di ogni apprendimento: la barriera motivazionale (non imparo nulla se non sono motivato a farlo), la barriera cognitiva (non posso apprendere se non capisco) e la barriera applicativa (conoscere la teoria non mi garantisce di saperla applicare nella pratica).

La Formazione Concreta può risolvere più facilmente l’ostacolo motivazionale perché i partecipanti si mettono in gioco per raggiungere un obiettivo aziendale che li coinvolge in prima persona.

Quanto alla barriera cognitiva, non c’è dubbio che sia più facile capire qualcosa se lo si sta realmente vivendo come esperienza calata nella propria attività. E la Formazione Concreta va dal concreto dell’azione alla formalizzazione del modello.

Infine, la barriera applicativa, forse quella più difficile da superare. Questo perché passare dalla teoria alla pratica senza mai aver messo concretamente in atto delle nuove conoscenze non è né facile né scontato. Avere però esperienza concreta e guidata nella soluzione di quel tipo di problema o di attività, permette di avere maggiori probabilità di risolverlo in autonomia.

Questo è il senso ultimo di quella che chiamiamo Formazione Concreta: il percorso di apprendimento frutto di specifiche attività orientate ad un obiettivo definito.

 

Laura Garozzo e Angelo Pasquarella – Projectland